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30 novembre Il lungo viaggio #18"ll lungo viaggio" presenta:
I LUNGHI,
ovvero la presentazione postuma, o postsentazione dei Pellegrini.
Giulio. Ho condiviso con lui 13 anni di scuola.
Ora fortunatamente fa biotecnologie, con ottimi risultati. E' inaffidabile in ogni compito che un cane ben addestrato potrebbe portare a termine. Nessuno, però, si gratta bene quanto lui. NOTE SALIENTI
1.All'età di 10 anni circa l'ho lasciato da solo con un sacchetto di caramelle da 0,5 kg per 10 minuti. Sono tornato ed erano rimaste solo le cartacce.
Ne sono sconvolto ancora oggi.Si è ripetuto con il formaggio di capra. 2.E' propenso a scatti d'ira ciclici, non necessariamente evocati da una buona ragione. Sono preceduti da alcuni minuti di tetri borbottii, e da brevi scatti più acuti prima dello scoppio.a volte accompagnato alle mestruazioni
3.Ha investito il suo cellulare, che poco prima teneva in tasca. E' l'unica persona che conosca che sia riuscita a farlo. nella stessa sera ha cozzato contro un'altra macchina.
Ha distrutto una centralina dell'Enel. Ha spaccato il cancello di Simonetta. Ha rigato la classe A appena l'ha presa in mano. Il suo stesso orgoglio gli fa tacere mille altre cose, lo so. Ha publicato un romanzo: "Dopo"
FRASE PERSONALE: "Sono tornato, e sono più pirla di prima"
Marcello
Vittima prediletta del destino( prima che del sottoscritto) è talmente negativo che si definisce "Figlio unico con tre sorelle".
A lui si adatta a pennello la parola PIANGINA. Dopo 5 anni di superiori insieme, ora fa ingegneria elettronica, e tutti abbiamo tirato un sospiro di sollievo....tutti, tranne la facoltà di ingegneria. NOTE SALIENTI
E' un multimilionario, grazie a certe sue bambole tristi prodotte e commercializzate in tutto il mondo verso la terza superiore.
Il "Marcello"TM è la prima causa di mortalità infantile nel mondo occidentale, e la seconda nel terzo mondo. FRASE PERSONALE: "Tenete questi 2 euro e fateci colazione, pezzenti!"
Paolo
Sono io.
prendo in giro chiunque senza che mi sia richiesto ( il "diario di viaggio"TM mi sembra un buon esempio). generalmente eccessivo e invadente, spesso parlo più veloce di quanto non pensi. Come Gasparri. Altro non aggiungo. le cattiverie su di me le dicano gli altri.
NOTE SALIENTI
Lo scherzo più bello della mia vita l'ho fatto alla tower of Joice, fuori Dublino. Ho finto di cadere dalla scogliera, e quando sono riapparso da dietro il muretto,mi ricordo una trentina di persone immobili e pallide che mi fissavano come fossi un fantasma. FRASE PERSONALE: "Prof, ma lo sa che gli squali li uccidono con le ARANCE BOLLENTI?" Il lungo viaggio #1710-08-07
shopping selvaggio.
M. ha deciso che oggi vuol scassare: non ha gli occhiali nè le lenti. ciò significa che non vede un accidenti di niente. Allora lo portiamo in chiesa, e G. gli descrive ciò che si trova di fronte a lui: "Struttura architettonica costituita da tratti orizzontali di 30 cm collegati da tratti ortogonali di circa 20 cm..."
Alla terza parola marcello è già caduto dalle scale,suscitando l'ilarità sei pellegrini.
Ci mettimo in coda. Non sappiamo perchè.Forse una svendita di ostie alla fine.
M. non vede e si lamenta. Gli diciamo di andare dove vuole, allora.Basta che stia zitto.
Lui si offende, fa i lacrimoni e dice che non sa dove andare che non ci vede. Non dicimo niente. Siamo in chiesa.
"Atenciòn,atenciòn. La catedràl de Santiago, meta de peregrinaciòn, es un lugar de contemplaciòn e conversiòn. Silencio" marcello si complimenta con gli spagnoli anche per questo.
Abbracciamo il busto in bronzo di santiago, e io approfitto della distrazione di tutti che guardano G. che ha rovesciato un mazzo di carte sull'altare e sostituisco il santo con la Capitelli. Nessuno se ne accorge, e ora abbracciano la Piera con le lacrime agli occhi. Cedo gli ochhiali a marcello, che va a vedere se i suoi li hanno aggiustati. Ora che ci vede, scopre di averli portati non da un oculista, bensì da una merciaia matta.
Torna con la montatura bordata di pizzo. Noi gli diciamo che sta bene, così non scassa. Aspettiamo la messa, dopo che la suora esibizionista ha cantato per mezz'ora sul palco.
Accanto a G. si siede una suora che continua a dirgli di tacere. Io la zittisco con vituperi sconvenienti, e quella mi lancia la maledizione della suora malvagia. Finisce la messa, e la caviglia comincia a pulsare.
Facciamo shopping selvaggio per tutto il pomeriggio.
si entra in tutte le chiese, si guarda ogni cosa, si compra tutto. Siamo spensierati, ma come un tuono nel silenzio, riconosciamo distintamente uno STUPèNDO detto a sproposito.
Ci appiattiamo contro un muro e stiamo fermi. Fortuna che non ci vedono.
Ciao,Viareggio. E' stato FANTASTICO conoscervi. Solo la vertigine di spendere tutti i soldi mi fa dimenticare il piede.
beviamo come cammelli per tirare sera, gustandoci anche qualche minuto di "Una vez màs" lo spettacolo di garofalo e un altro. Due acrobati senza arti.
Noi, che siamo cattivi, ridiamo di gusto dall'inizio alla fine.
poi andiamo a prendere l'autobus (come al solito in ritardo) e poi prendiamo l'aereo ( come al solito, in ritardo)
Sull'aereo non dormo, ho le allucinazioni e il piede s'è gonfiato tanto da sembrare il piede di una suora.
OMMIODDIO! la maledizione della suora malvagia!
Sta avendo effetto, e io sto per diventare una suora. lo so.
M. mi carica su un carrello portabagagli e mi spinge all'ospedale dell'areoporto di Madrid. Io ormai ho preso i voti, e comincio a fingere di guidare il carrello,per portare sfiga un pò a tutti. Ho trovato anche dei collant di nylon color nocciola topo tra la roba di giulio, e me le metto per entrare di più nel personaggio. (solo in seguito mi sono chiesto cosa se ne facesse giulio di quella roba)
Arriviamo all'ospedale, e dopo aver benedetto la guardia all'ingresso, mi portano da un medico.
Ho preso l'antidolorifico della tedesca, quello che dura una settimana, e ho anche l'espressione di beata idiozia di una suora vecchia. Mi chiede il nome. "Maria Bernarda" gli rispondo.
Fortuna che marcello mi corregge.
"maria Rosa" è vero. Avevo scelto il nome della sciamana che mi aveva curato a Ponferrada. L'infermiere sembra Giacomo Ciccio valenti, ma non glielo dico.
regge il mio piede da suora con malcelato disgusto. "Maledizione della suora" è quelo che riesco a tradurre dalla diagnosi in spagnolo del medico.
la terapia è molto forte, si vede che l'infezione è in stato avanzato: una bestemmia ogni 2 ore, per 3 giorni. Prima di lasciarli, li ungo con il crisma, a solenne ringraziamento.
Mi dicono di appendermi a una croce a testa in giù, come l'anticristo,per non far progredire il morbo. E così, mentre marcello dorme e giulio vaga affamato per l'areoporto, mangiando le foglie delle piante che lui crede essere sempreverdi e invece sono di plastica, io bestemmio affisso alla croce.
vedo Gino Cervi, la donna delle pulizie,che toglie i resti del galletto che giulio ha sgozzato ai miei piedi.
Vomito un pò di verde in giro, tanto per farmela amica. Apre il Mc Donalds, e g., che era vià verde, decide di giocarsi il tutto per tutto col bigmacmenù. io pure.
ci abbuffiamo e finalmente si dorme nel volo per milano. (devo ammettere che mai avevo mangiato da mek alle 4:40, e le patatine fritte non hanno lo stesso sapore di mistero a cui sono abituato) p.s. Fortuna che ero fasciato sennò a madrid dovevo dire addio al mio bastone e al mio formaggio san Simòn che ho spacciato per un gel lenitivo del dolore.
Gli spagnoli hanno una fiducia immensa nelle suore.
FINE Il lungo viaggio #1609-08-07
Lasciamo gli zaini all'ostello (aggiorno dopo) e partiamo per FINISTERRE.
Purtroppo i 3 di Viareggio ci hanno tenuto il posto. Questi insopportabili! Il figlio è in menata peggio di Marcello,che addirittura lo consola e se ne esce bullandosi che c'è qualcuno messo peggio di lui.
la Grassona (che sicuramente si infarcisce di dolci appena può)sta diventando molto molesta. Io la ignoro per parlare con mamma Rosella. Per lei è FANTàSTICO.
Non chiedetevi cosa. Non è quello il punto.
Arriviamo a Finisterre.
Non è molto evocativo, ma ci si accontenta. Foto di rito con i pesci morti. marcello ne vuole una con i mucchi di alghe e rifiuti. Pagato questo tributo ( e dopo 18 FANTàSTICO E 15 SPLèNDIDO) arriviamo ad una spiaggetta,dove si fa il bagno. Solo io e Beicapelli. Prima di entrare in acqua mi ricordo di posare il busto in bronzo della Capitelli,che faceva peso,ma sfortunatamente il telefono resta in tasca.
L'acqua inizialmente è gelata,poi comoncia a bollire e tutti i pesci vengono a galla. A pancia in su( altro che per vedere Apelle fare un horror show con i polli morti!)
Capisco che c'è qualcosa che non va, e voci empie risuonano nell'aria,alla scoperta del disastro tecnologico. La Bruttona se ne esce con un "ciccino",che alla vista degli ultimi eventi e della soglia di sopportazione ormai sotto i tacchi le merita una risposta stizzita e irripetibile.
Anche Rosella fa il bagno. Nuda,per il piacere dei vecchi che giocano al bar,e che mi spiegano un gioco simile alla briscola.
Mentre tutti sono al supermercato,Rosella mi racconta la sua FANTàSTICA vita,senza che io chieda.
Niccolò si è perso. Dice che è STUPèNDO che suo figlio si cerchi. Io dico solo che doveva stare più attento.
Tornano, e si mangia.
La bruttona deve smetterla di dire ciccino,sennò finisce male. E' ora di tornare, e il viaggio è 1000 volte più scomodo che all'andata. All'arrivo i 3 prendono il taxi per raggiungere il nostro ostello.
Ma è pieno! Meno male!!! Hanno già speso 100$ per la notte passata, contro i nostri 15. In più 200$ per il volo per Roma,dove si fermeranno a dormire.
Il fascino degli alimenti.
Orribile scoperta: lo stipetto di marcello è vuoto e il mio ha dentro un altro zaino.
Una corsa dall'hospitalero e capiamo che ogni letto aveva il suo armadio. In quelli assegnati a noi non ci sarebbe stata nemmeno l'urna con le ceneri, e così li avevamo sistemati a caso. E ce li hanno imboscati. Va beh, ora abbiamo capito. Al ritorno dalla doccia 3 ragazzetti spagnoli vengono a chiederci il 50 cent che avevo preso dal meccanismo per chiudere a chiave l'armadietto, credendo che fosse il mio. Glielo rendo subito.
Usciamo ed incontriamo gli Inevitabili.
Tapas con loro, e finalmente Rosella dice un FANTàSTICO che sia a proposito. E io finalmente mangio il formaggio con i peperoni piccanti. Una delizia davvero. G. e M. fanno amicizia col sosia di antonio banderas, e lui finge di essere inglese per il divertimento di tutti finge di essere inglese. E' invadente da matti, e mangia metà della nostra roba,mentre Giulio gli chiede dove ha comprato la sua camicia.
C'è scritto HM grosso come una casa, ma quello lo ipnotizza con una storia di sesso, violenza e narcotraffico ambientata in Sudamerica. Ci smarchiamo per l'ultima volta dal trio, e non ci salutano perchè sono convinti di vederci anche domani.
Illusi. Torniamo all'ostello contenti e sazi, ma arrivati nella camerata l'aria è pesante.
"E aprite quelle finestre!" urla Giulio,ma io e M. ci guardiamo e capiamo che non è quello.Il letto dello scoreggione è vuoto. Non arriviamo alle brande che un vecchio si alza dalla sua e ci viene incontro.
Io mi alzo e mi metto al centro del corridoio,le gambe divaricate e il bastone, che pianto a terra dicendo: "Tuuuuu,non puoooooi passaaaaaree!" Lui si ferma con un ringhio terribile,schiumando dagli angoli della bocca. Con un gesto si apre un varco e mi raggiunge. Sembra Mosè.
Mosè incazzato come quella volta che un piccione gli aveva fatto la cacca in testa e tutti gli ebrei giubilavano urlando festosi "La manna!La manna!" Discutiamo animatamente sui metodi di coltivazione dei terrazzamenti nella regione dello junnan,nel sudovest della cina.
Tutti ci guardano e tutti ci ascoltano. L'inquadratura gira attorno a noi,allontanandosi e avvicinandosi,rendendo l'atmosfera di tensione tesa al massimo;l'acmè parossistico sottolineato dal silenzio attorno a noi. Mille facce mute e mulle occhi puntati alla nostra arena,il corridoio della camerata. E noi, come lottatori greci, due principi del foro romano,2 contendenti alla "prova del cuoco". Alla fine lo stendo snocciolandogli i periodi migliori per la semina del sorgo nel Camerun,basandomi sul tradizionale calendario locale.
Nel mese del gerbillo,4 soli dopo il giorno della giraffa seduta. Si ritira, sibilando impotente.
Marcello lancia manciate di monete verso i presenti,posseduto dal demone della colazione a 2euro.
G.lo bagna con l'acqua santa e lo mette a letto. Tra lui e Mosè c'è stato un teribile sottofondo di sfrigolìo tutta notte.
Sogno di leggere il Pentateuco in sanscrito a una platea entusiasta.
Al mattino siamo freschi e riposati, pronti per la messa del pellegrino e lo shopping selvaggio. 26 ottobre Il lungo viaggio #1508-08-07
Si Parte. Oggi si arriva a Santiago.
I pellegrini sono più allegri. Non ripetono più la stessa frase all'infinito, ritmando come autistici. Chi ha tolto il cilicio,chi non cammina più sulle ginocchia. Il clima è più disteso, addirittura a volte non ti salutano. Staremo davvero tornando alla normalità?
Prima del Monte Gozo ribecchiamo 4 romane (abruzzesi) e i puzzolentissimi ciclisti di Puente,che adesso puzzano a decine di metri di distanza. Si riprende, e arriviamo al Monte Gozo.
La tristezza ci vince. ma non si doveva vedere Santiago?!?Cos'è quella? Cernusco sul Naviglio?!? Bàh!
Facciamo anche gli ultimi 5 Km e arriviamo a destinazione.
1h e 30 a cercare l'ostello. Finalmente lo troviamo e ci si riposa. Alla sera usciamo tutti fighi per le vie di Santiago, con un freddo allucinante.
Cerchiamo le tapas, o il giro dei corti, ed ecco apparire Beicapelli con la Bruttona, e la serata volge al peggio. M. propone il Bocalino (memore della bella esperienza dell'altra volta) dove il proprietario,che parla fin troppo bene l'italiano, ci caccia non appena sente parlare di tapas.
Allora abbiamo la pensata: al primo bar chiediamo i corti e vediamo.
"5 corti"
"No corti, sòlo Cagnas" (tipo una birra media)
Neanche un'olivina.
Niente
Solo le birre.
Marcello fa la piangina, poi parla al cameriere di kant, finchè questo non piange.
E' il momento di andare. Scornati incontriamo Rosella, che da brava mamma degenere è andata a bere litri di sangria familiarizzando con tutti i pellegrini.
Ci indica un bar a suo dire STUPèNDO. L'ultima volta che l'ho sentita dire stupendo era 5 secondi fa, ed era riferito ad un tombino. Comunque il bar è finalmente un bar di tapas.
A 12 o più anni di distanza G. prova a ripetere la memorabile impresa delle caramelle col mio formaggio di capra. MALEDETTO!!! L'ho desiderato per i tre giorni successivi!
Vogliamo scollarci i due rompicoglioni andando a cenare, ma quelli ci seguono.
Entriamo in un ristorante dove siamo più spagnoli noi dei camerieri. E infatti fanno un casino incredibile con le ordinazioni. M. fa la piangina perchè gli hanno portato una tenia incistata con contorno di maiale crudo.
E' inutile che si lamenti, doveva leggere meglio il menù. Margherita prende un piatto di gusci di pistacchio. Tempo del dolce, vediamo i camerieri cercare negli annunci economici un nuovo impiego.
Finalmente scappiamo e torniamo all'ostello, con l'angoscia che sia già chiuso.
P.S. Abbiamo ribeccato anche il brasiliano grasso e coi denti distanziati. Il lungo viaggio # 1407-08-2007
Mi sveglio e ho subito l'orribile visione di Marcello avvolto da una sacca del suo stesso muco.
Buco il pallone di bava ed ecco apparire la consueta immagine dell'uomo di Pompei. Ho la terribile sensazione: avvicino timoroso il bastone al corpo rattrappito. Lo tocco, e il colpo sordo risuona in tutta la palestra. Piccole crepe corrono irradiandosi dal punto d'impatto. Sgomento e orrore nel vedere piccoli ritagli poliedrici cadere nella cavità buia che dovrebbe essere il corpo di marcello. Un guscio,un'armatura rigida scavata all'interno.
Questo è ciò che resta di marcello dopo la notte all'addiaccio.
Lo raccogliamo sul suo stesso telo di plastica, lo avvolgiamo e lo buttiamo via. Neanche disperdiamo le sue polveri a Santiago. Qui,
a Melìde, Giace Marcello. Sappiamo che è contento, è il posto in cui si è trovato meglio.
Si parte. Vogliamo fare solo 15-20 km per non affaticare i miei piedi. Pausa ad Arzùa(14km) per fare colazione, e conosciamo Rosella,Niccolò e Margherita. Ripartiamo sperando di trovare un ostello entro 6-8 km. ne faremo altri 20. Stremati,dopo aver trovato tutti gli ostelli pieni, G. corre avanti a cercare un albergue, e solo 1 minuto dopo troviamo un Hotel. Quel coglione è scomparso.
Io e M. ci fermiamo. E conosciamo Antonia.
la vecchia sembra una nonna, gentile e premurosa.
Solo un problema. è sorda.
Un altro problema: parla Gallego,non spagnolo.
terzo problema inquietante:
testuali parole: "La tenutaria dell'albergo è mia figlia. Oggi però purtroppo non c'è perchè SUA MAMMA NON CI STA CON LA TESTA e lei e i fratelli fanno a turno per curarla". Poi muggisce e se ne va.
Io resto ad occhi aperti, ma la casa è ancora vuota, e io faccio il bagno. IL BAGNO.
Arriva anche Marie Soleil, e dopo anche Rosella coi figli, la bruttona e l'apatico.
se non ci fosse lei sarebbe una famiglia orribile. Si opta per una carbonara,e mentre g. è via a far la spesa, io M. e Marie giochiamo a briscola,ma quella decerebrata che come tutti i canadesi (vedi PIDèR) sanno solo raccontare spacconate e null'altro, non capisce. marcello allora le parla di macroeconomia, e lei ne è affascinata. Appare nuovamente la vecchia, e noi ci lanciamo sguardi allarmati.
Va nella legnaia e se ne esce reggendo la coperta della capra.
Ci ordina di sederci sopra. Non è che non voglia sentire ragioni, è che proprio non sente. Cena "squisita" a base di pasta di "Qualità superiore". ci conforta il fatto che avremmo potuto incappare nella qualità inferiore.
P.S. Il colorante arancione è ottimo sul pane. Margherita si è sniffata tutto il barattolino trovato nella fornitissima dispensa della casa/albergo.
A sera la vecchia è stata avvistata nel suo giardino.
Ballava e rideva, buggerando la figlia che vegliava su un letto vuoto. 07-08-07
Dedica di Rosella
Il ricordo più bello di questo viaggio è stato senza dubbio Roncisvalle
Il suo silenzio,la sua amenità lo hanno reso,tra l'altro,uno dei luoghi più suggestivi del Cammino. Anche la vostra giovialità,il suono piacevole delle vostre risate e soprattutto gli STUPèNDI spaghetti alla carbonara saranno un ricordo bellissimo. E non dimenticate, come dice S. Exupery che "L'essenziale è invisibile agli occhi". Buon Cammino per la vita.
rosella 13 ottobre Il lungo viaggio #136-8-2007
Visita ad Oviedo. La frase di Giulio "Potrebbe essere peggio, potrebbe piovere" già da ieri ha dato i suoi risultati. Andiamo alla cattedrale,per vedere quello che ieri era chiuso ( chiostro,museo...) Marcello mi chiede un fazzoletto. Io purtroppo li ho finiti.
Allunga una mano per prendere un ritaglio di stoffa appeso lì accanto. Un anatomopatologo dirà in seguito che sul lenzuolo che avvolse il capo di Gesù dal Golgota al Santo Sepolcro,c'erano delle tracce organiche ancora vive.
Alla nana all'ingresso giulio regala un pupazzo della "Fabbrica del Cioccolato", un Hoompa Loompa.
Ne è commossa, dice che le ricorda di un fidanzato avuto anni fa. Contenti della nostra buona azione, ci disperiamo per trovare un trasporto per LUGO.
Io sospetto che sia L'UGO,perchè mai località ci fu più ostile.
Dobbiamo tornare a Leòn.
Torniamo. Di nuovo nella bellissima sala d'aspetto.
Stavolta non c'è l'acqua in bagno, ma non si può pretendere di avere sempre fortuna.
Siamo fortunati che sia aperto il banco informazioni.
Ma è davvero così?
Un vecchio incompetente e diarroico è allo sportello.
Ogni domanda a cui risponde esattamente esulta, altrimenti esce dal gabbiotto e va in bagno 10 minuti. Il tabellone segna un malinconico "0".
Lui è in bagno.
E noi non abbiamo le nostre risposte.
Mettiamo in pratica la tecnica spagnola: andiamo a Ponferrada, e da lì vediamo cosa fare. Non vedo l'ora di essere nella metropoli. Ci lamentiamo della situazione dei trasporti in Spagna. Ci rispondono con frasi filosofiche, che riguardano la pincha bendada.
Non possiamo fare altro che essere d'accordo con questi idioti. Lungo il tragitto,M. che mangiava chorizo senza pudore, chiede all'autista di fare una sosta per problemi intestinali.L'autista sbuffa rassegnato,è la sesta volta da quando siamo partiti.
3 chili di chorizo sono stati davvero eccessivi. O forse è stata la trippa in scatola. Sta di fatto che mentre M. è giù, l'autista dice qualcosa all'interfono, e tutti annuiscono. Nei 15 secondi in cui tutti danno il loro assenso, io e G. compresi, una signora fuma in modo osceno una stecca di sigarette. L'autista, che si chiama Pedro, pigia un bottone, e tutti si accalcano sul lato dx dell'autobus e guardano il portellone scendere inesorabile su marcello. Lo rivedremo solo a Melìde. dice di aver mangiato come un porco alla luce d'emergenza. Finalmente a Melìde. L'albergo del pellegrino è vuoto, ma G. chiede col suo spagnolo che dice di essere perfetto se lì vendono pigotte di rafia( questa è la traduzione dallo spagnolo, lui credeva di aver detto "siamo tre pellegrini, c'è posto per stanotte?") A noi riferisce che non c'è posto.
Bisogna andare a una scuola lì vicino.
Lì troviamo altri disperati, alcuni dei quali reggono trionfalmente le pigotte che vendono in un negozietto a fianco. Ci indicano una porticina.
Dei quarti di bue pendono dal soffitto, e c'è brina sulle pareti e sul pavimento. Alcuni pellegrini già non si muovono più. Marcello è il più allegro di tutti, dice che a lui dormire a terra e senza sacco a pelo è sempre piaciuto.
Scegliamo un posto vicino a dei ganci liberi, di modo che possiamo appenderci come i nidi degli uccelli tessitori. Marcello dice che gli uccelli tessitori non hanno i nidi,
poi il discorso vira. Altro argomento interessante: il GRANTURCO.
G. sostiene che il Granturco si chiami così perchè veniva prodotto nella parte turca della Spagna.
LA PARTE TURCA DELLA SPAGNA? ( Punto di domanda???)
E poi da lì veniva commercializzato in tutta Europa. M. invece crede che si volesse dare un tono dispregiativo al grano. Tutto quello che è turco fa schifo. 07 ottobre Il lungo viaggio #125-8-2007
Sveglia alle 5:30 per salutare gli amici conosciuti fin qui. Mr.Burns ed Enrique hanno preso il nostro posto, e gli altri sembrano felici della sostituzione. Dicono che quando Mr. Burns fa le ombre cinesi con la dentiera sia il massimo. Io so solo che questa notte l'abbiamo sentita cadere, e ora la tiene insieme col biadesivo. Andiamo in città, e come al solito aspettiamo le 9 per qualunque cosa. Vediamo l'orchessa pulire il locale dopo che ieri ha mangiato 5 chirichetti e assaggiato il sesto. faciamo colazione e torniamo a vegetare (dopo che il comune di Ponferrada mi ha gentilmente offerto l'energia per ricaricare le batterie alla videocamera) 2considerazioni:
1) BIERZO, la regione dove ci troviamo, vuol dire "MACERIA" o "CALCINACCIO"
2) Gli spagnoli sono obbligati a perdere tempo quando si spostano a piedi, altrimenti arriverebbero troppo presto a destinazione e sarebbe ancora tutto chiuso.Per questo le frecce indicano sempre la direzione sbagliata.
Visitiamo la chiesa, e troviamo una mostra orribile. Fuori,l'italiana che aveva offerto il vino a M.,ci dice
"Bella, vero?"
e noi:"Ma bellissima! Così toccante!" e lei "Così intimista!"
Poi,senza motivo,parla delle sue cartoline, spedite a cani e porci e mai arrivate.
La tipa spagnola fa "E i francobolli?" "Li ho messi! Ma erano talmente intimisti che nessuno li ha visti!" Bàh! Noi andiamo a prendere l'autobus.
Ultimo timbro. Non siamo più pellegrini, ora solo turisti.
la tristezza dell'HOSTàL ALVAREZ,nonostante la falsa allegria del tenutario,un vecchio malvissuto truccato e imbellettato,ci opprime.
Con i suoi boccoli finti e gli abiti in velluto ricamato, le calze bianche e gli scarpini laccati, sembra un nobile medievale, e invece è solo un'altro vecchio laido. Ma noi non ci perdiamo d'animo: la guida di Giulio dice che ad oviedo bisogna stare almeno 2 o 3 giorni.
Così se al secondo non sei proprio sicuro che la città faccia schifo, al terzo ne sei certo
Altre 2 considerazioni
1) L'INVINCIBILE ARMATA non si riferisce alla flotta spagnola partita a dar battaglia agli inglesi, ma alla torma mai doma degli sciancati, debosciati poveri e matti spagnoli.
2) In Spagna, il percorso più breve tra due punti non è una linea retta, ma una traiettoria che passa per tutti i punti dell'universo e torna all'origine, senza necessariamente arrivare alla destinazione voluta.
O almeno non prima delle 9. La guida di Giulio parla di vita e movimento. Se io non avessi agitato delle foglie morte, mancherebbe anche il movimento.
Fortuna che i culi di Botero rallegrano la città.
Assaliamo un Burger King. E' aperto alle 18:00 ( cosa insolita, e quasi sospetta) Noi avevamo fame già sette ore fa. Anche il fegato è talmente triste che ci ringrazia. Andiamo a letto, e la vita del pellegrino ci manca tanto che chiediamo al segnor Alvarez di svegliarci alle 5:45. Io accendo un registratore con un nastro di russate e di barzellette di Enrique sanfrancisco. 05 ottobre Il lungo viaggio #114-08-2007
Al mattino siamo ovviamente gli ultimi e dato che il late l'hanno finito gli altri pellegrini, a noi tocca perdere un'ora per mungere le capre all'alpeggio vicino all'alpeggio vicino all'albergue. Saliamo. ormai quelli che incontriamo non ci dicono più Hola o Buen Camino, ma direttamente Madre de Diòs. Il puzzo di marciume che emana il mio piede rende più solitaria la nostra marcia.
Dopo 6 km e 200 metri più in alto, arriviamo alla Cruz de Fierro. Credevamo fosse una cosa notevole per dimensioni, panorama, o almeno per gli spettacoli di striptease di un localino lì accanto. E invece niente.
Solo alienazione,
paura, terrore. Una ventina di persone sono immobili. In piedi e senza lo zaino, abbandonato qualche passo più indietro. Fissano la croce. Alcuni sussurrano "Vengono in pace Vogliano che facciamo cose per loro" Gli occhi di tutti si spostano su una ragazza tirolese, in costume tipico: sarà lei la vittima sacrificale. Qualche km dopo io cedo il passo. lascio andare g. e m. al loro destino. Rallento. A un certo punto accade l'imponderabile.
Il cadavere di un elefante mi costringe ad una lunga deviazione ( evitando così l'orchessa che morderà il chirichetto ciccione) che mi porta a dover attraversare un torrentello.
Faccio per attraversarlo e improvvisamente una scossa di terremoto del settimo grado della scala Mercalli mi fa perdere l'equilibrio e mettere giù il piede male. Comincio a pensare che il busto in bronzo della Capitelli avrei potuto lasciarlo a casa.
Mentre arranco alla formidabile velocità di 1-1,5 km/h vengo ripreso da tutti, e tutti si fermano ad aiutare.
Chi mi dà un antidolorifico (la vecchia tedesca) chi mi benda e mi spalma di Voltaren, chi mi augura buona fortuna e chi mi offre da bere. Il più gentile è quello che mi regala il busto in bronzo di Zapatero.
Zoppico fino alla srada, dove le macchine sfrecciano senza fermarsi.
Alla fine un carro funebre accosta, e mi indica il retro. Io apro e lascio lo zaino, e poi vado verso la portiera del passeggero. La apro e seduto c'è un cadavere. Il guidatore, spazientito, mi indica il retro e io, senza mai dare le spalle,
lentamente mi sdraio accanto alla bara vuota.
All'arrivo ringrazio e stringo la mano ad entrambi. Fidèl e Pedro.
Il più ciarliero dei due è Fidèl. Quello morto.
Mi spiega che tre giorni fa gli è venuto un colpo.
Io annuisco approvando ogni sua parola. si sa che non bisogna mai contraddire i morti. Aspetto G. e M. che nel frattempo hanno ripreso Juanma,Cristina,laura e Daniel.
Li sento a due km di distanza. Daniel sta bestemmiando perchè cristina va a 15 km/h. Arrivato 2 ore prima di loro mi sono fatto un'idea dell'ostello.
Gli orari parlano da soli. A letto (sottolineo) alle 10:30. Fuori dall'ostello alle 7:30. La doccia si può fare solo tra le 16:00 e le 16:02. Io cerco un medico, e incappo in Maria Rosa.
Propone qualcosa che sfortunatamente non capisco. Capisco solo che mi vuol sistemare, e accetto. Fatta la doccia, ecco che è pronta a restaurarmi. Accende un bastoncino di incenso e intona un mantra propiziatorio.
Farà uscire il diavolo dal mio corpo, sostiene. Io non ci credo, e emetto un getto di vomito verde, tanto per mettere in chiaro le cose. Lei allora tira fuori da una cesta un pitone, che si avvolge attorno alla mia caviglia. Nello stesso tempo, una scimmietta diverte tutti col gioco delle tre palle. L'ayurvedica tipa prende un acchiappasogni, e lo agita nell'aria. Lo stesso fa con uno di quei cilindri tibetani. La sincretìa di tutte queste parareligioni e l'uso tanto libero del meglio della mdeicina omeopatica di tutto il mondo mi rassicura. Mi fa leccare un rospo. Sa di rospo. Anche se non ne ho mai mangiato uno mi sono fatto un'idea del sapore che dovrebbe avere, ed è proprio quello. Finito che ha di guardare la caviglia, scopre le mie vesciche superinfettate, e presto si forma una folla.
Alcuni scattano fotografie.
Purtroppo un gruppo di tedeschi arriva in ritardo e perde la visita guidata. Tra i souvenir, il piede in ceramica con la vescica sotto, che se la schiacci esce il sapone liquido, è quella che va per la maggiore. Finito con me, si volta verso il chirichetto grasso, scuote la testa ed indica un picco in lontananza. Tutti annuiscono tristemente. Lo caricano su una carriola e lo portano al picco, conosciuto come Rupe Tarpea
A sera ci becchiamo Mr. Burns che ci fa il cazziatone e Enrique Sanfrancisco che con la sua voce insopportabile parla di banane e mele in modo molesto.
Marcello vorrebbe bastonarli entrambi, e si rammarica di aver fatto la piangina dal pellegrino Marcellino. Prima di andare a letto, G.,M. e Juanma giocano a chi è più pirla, cercando di colpirsi a vicenda con le pietre.
Vince Juanma, che manca G. di un soffio e colpisce sulla pelata Mr Burns, che ora fa il cazziatone anche a lui. Foto di gruppo scattata da un armeno che parla tedesco, che in realtà è figlio di teresa. la venezuelana di colore, antipatica come la morte, è tra le ultime immagini della giornata. dormirà in tenda come la notte prima, dopo che ha camminato fino alle 3 di notte nel buio sul monte IRAGO. Non le facciamo notare che le mancano entrambi gli arti superiori. Daniel dice in modo colorito che alle venezuelane le braccia ricrescono in pochi giorni Il lungo viaggio #104-08-2007
dedica di Cristina, in basco ( ma io sospetto che sia la lingua di Mordor) Gaur Ponferradan gaude eta hau italiar hauen azkeneko egura da. Bera haundia egiter au baina bihartik aurrera habeto egonga dela esan aute. Oair(?) dela hir egur auek ezagutzen ditugula eta egia esateko oso jatarrak dira eta egur guztia enazago egitea biguntzen digute. Pena da bihar jaan behar izatea. Espero dut dain bezala izaten. jancuitzea! oso ordo segi!!
che vorrà dire? Se il mio istinto non mi inganna, sono solo lettere messe a caso.
4-08-2007 Dedica di Daniel Vaya tres italianos han venido a visitarnos.
Un plazer haber compartido con vosodros estos tres dìas. Cuidaros, y que santiago se vaya con vosodros ( parola illeggibile, ma il significato è "fino") Italia. Un abrazo. 4-08-2007
Dedica di Juanma
Un consejo para tres amigos italianos:
Si pene bene------------avanti con el pene si pene mengua-----------avanti con la lengua si pene y lengua nulo--avanti con el culo --------------------------------avanti siempre avanti. Un abrazo. Il lungo viaggio #93-08-2007
Astorga-> Foncevalòn
25km
Ormai anche i cagnotti hanno abbandonato i miei piedi, non c'è più speranza. Fortunatamente quel marciatore di Ettore non si vede più. Lo stesso vale per Estephan, e la sua fantomatica cugina che vomita bastoni da trekking. Ora la portano di paese in paese, come una reliquia. Alla notizia,Giulio ha l'idea di scrivere un libro ambientato nel medioevo su una reliquia che vomita bastoni da trekking. Dice che è possibile, si è informato. Ritroviamo però i 3 di astorga, più Juanma, Mr Burns e il vecchio molestissimo che parla con una voce insopportabile. Ci aspettano per il pranzo. bellissimo. medievale. Il propietario è un misto tra Sandokan e Ulisse. Una figata la saliera. magiamo come maiali, senza nemmeno finire quelo che abbiamo nel piatto, e dopo due ore mangiamo ancora, conoscendo Teresa, una tipa molto decisa, a cui piacciono le cose piccole. nella sua tenda ci entra solo con la testa. Ha un minipony con la criniera fucsia e un minicane che tiene sulla tesa del cappello. la sera si tornaa giocare a mentiroso, ma anche a BURRO e a Strippoker. giulio perde a tutti, e deve stare nudo di fronte a tutti a cantare l'inno d'Italia. Durante la notte una delegazione del SISMI lo preleva e gli fa lo spiegone di rito. La mattina dopo canta l'inno alla perfezione. Il microchip che gli hanno messo sotto la pelle non invia il segnale che altrimenti lo ucciderebbe. Andiamo a dormire, animali di ogni tipo fanno un sacco di versi. 01 settembre Il lungo viaggio #802-08-07
Giornata dedicata a Leòn.
La cattedrale è bella dentro, un sacco di vetrate.
Poi decidiamo di far colazione, nel locale preferito di Marcello, il Boccalino.
Non è mai stato lì.
Io e giulio ci guardiamo e sorridiamo. Lo sapevamo.
Visitina a una chiesa, e poi attesa nella bellissima stazione degli autobus di Leòn.
A Giulio un bambino dice qualcosa a proposito del tavolo su cui è seduto,qualcosa che ha a che fare con un sacrificio umano fissato per mezzogiorno.
Ma tanto noi partiamo alle 11:40!
Vado in bagno.
Mai mi sarei aspettato di essere stupito positivamente, data la situazione della sala d'aspetto.
C'è addirittura l'acqua.
Andiamo all'Hospital de Orbigo.
Qui giulio e marcello decidono di perdersi, mentre io compro il nostro pranzo.
Decidiamo di comprare frutta, comoda e semplice, nonchè rinfrescante.
Io prendo un cocco,M.un ananas e g. opta per una melanzana. Voleva una mela, ma le incomprensioni con gli spagnoli capitano sovente.
Ma non sono gli spagnoli a preoccupare.
Tentiamo di fermarci in un posto per mettere il timbrino, e già alle prime battute gira male.
Un hospitalero italiano.
Di Roma.
E R C O L E
Il nome dà l'idea. Ma fondere Verdone con Sordi,Borghezio,Sgarbi e Pannella darebbe un risultato ancora insufficiente.
Ci offre una birra, e ci racconta la sua vita.
Ha fatto il cammino 7 volte, e non ha mai incontrato PIDèR: già questa è fortuna.
Ha scalato l'Everest,
è stato rapito dagli alieni
e ha stretto la mano a Madre teresa.
Un mese fa.
La polizia indiana lo sta ancora cercando.
Lui è scappato a piei.
Scalzo.
E comunque ha una teoria sugli indiani.
E anche sui francesi, sui cinesi, sui coreani e sugli americani.
Dice che una volta è stato in Francia,qualche giorno.
Circondato da francesi, puntualizza.
Non sa come, ma è finito in un'arena.
Lui solo, e 5000 francesi.
Lui ne è uscito,tace il resto della storia, ma possiamo immaginare.
Marcello rischia, perchè lo interrompe. Si vede che non lo caccia fuori solo perchè è italiano.
Arrivano delle coreane.Le insulta in tutte le lingue.Loro,fortunatamente,capiscono solo il coreano. E Ercole, fortunatamente,non conosce insulti in quella lingua.
Andiamo via, dopo che per la quinta volta ci propone gli spaghetti. Ma non c'inganna,sappiamo che vuole tenerci lì a lavorare nelle miniere di sale che sono nelle profondità dell'albergue.
Quindi facciamo la peggiore cosa che potessimo: cerchiamo di rompere il cocco a calci, distruggendoci i malleoli. Frustrato,Giulio lo lancia indietro, e sentiamo come un rumore di ciclista basco che salta in aria con l'esplosivo che stava contrabbandando a Santiago.
Bene o male, arriviamo ad Astorga.
Ostello bellino.
Organizziamo la carbonara, tutti i pellegrini ci guardano invidiosi.
Chi insalata, chi schifo, chi ha raccolto quello che poteva dalla spazzatura, chi si scalda una tazza di latte e ci mette dentro dei peli raccolti in bagno.
Chi si fa il tè con le calze.
Errore gravissimo.
Un italiani sui 70 anni mangia olive verdi e prociutto.
Quasi piangiamo a guardarlo, con le sue olivine e il prosciutto sintetico.
Lo obblighiamo a prendere un pò di pasta.
E comincia a parlare.
Smetterà?
ETTORE
( ma quelli strani hanno tutti lo stesso nome?)
Non si allena. E' solo andato a prendere il sale grosso a 100 km da casa perchè dice che solo là i cristalli erano cubi perfetti.
Fingiamo di dormire, forse se ne va.
Macchè.
Allora facciamo raccontare una berzelletta a Marcello, e il vecchio, finalmente, se ne va.
Vorrebbe portarci con lui.
Quest'anno ha già rotto due ragazzi, e ha bisogno di una sostituzione in corsa.
Uno spagnolo antipatico da matti prima mi ruba la sedia, e dopo accetta la pasta, però non ringrazia.
Ha mangiato uno scatolino di cenere e olio e gli è piaciuto di più. Vallo a capire!
Cmq il ghiaccio è rotto. Con loro 3 ( Daniel, Laura e Cristina) e uno tedesco, Estephan, giochiamo a mentiroso.
Un gioco antiGiulio.
p.s.
Abbiamo fatto il bucato e Marcello ha cercato di mandare in corto l'impianto elettrico dell'ostello sotto la malvagia influenza del pellegrino brasiliano dai denti larghi.
31 agosto Il lungo viaggio #7 01-08-07
Stamattina si dorme ( giulio no) fino alle 7
Visita alla cattedrale.
Bella.
A noi è costata 1$ perchè siamo pellegrini. A una vecchia italiana, che M. ha provato ad abbrracciare scambiandola per una sua vecchia zia, fanno pagare 4$ e questa comincia a quastionare, senza dar l'impressione di voler smettere.
Chiamano un monaco albino, di nome Silas.
Lui l'accompagnerà gratis.
Pare che le visite con lui avvicinino al Signore...
La mia borsa, che ovviamente non ci sta negli stipetti, viene pressata con una pressa per macchine.
Il risultato è devastante: la pressa è rotta e due inservienti indiani perdono la vita.
L'espressione spagnola di cordoglio è: "Eh va beh!"
Visitiamo il visitabile, ma nel parco siamo fermati da un vecchio col cane.
Il cane ha un'espressione di sopportazione, e presto scopriamo perchè:
il vecchio è logorroico al limite delle possibilità umane, e ci bagna una zuppa incomprensibile su luoghi di sua invenzione.
"A la segunda estrella a la izquierda y despuès recto hasta la magnana"
Cosa vorrà dire? Forse PIDèR lo sa.
Dimenticavo di dire che ieri sotto il Sole sono certo di aver visto un bar.
Seduti c'erano il nonno di Heidi che fumava e disegnava, la vecchia-zaino che faceva il bagno agitando i suoi gamboni.
Desiderio con la frusta in mano e Natina che piangeva, Jesùs che fissava marcello, la Lavinia che correva di lì per caso.
E la Rizzi, che ci chiedeva cosa stavamo facendo. Noi "Il cammino di Santiago"
In risposta un "Ah" di circostanza.
Al bancone, PIDèR beveva 4 birre alla volta.
Leòn.
Anche qui le persone normali abbondano.
Non facciamo in tempo ad uscire dalla stazione che già un tipo strano ci passa accanto. Non riusciamo a capire se in Spagna l'assistenza sociale funzioni bene o male.
Marcello si contraddice come al solito.
REGOLA D'ORO: Mai guardare in bocca alle vecchie spagnole:
non corri il rischio d'addormentarti contando i denti
e non ti va neanche insieme la vista perchè generalmente sono ai lati.
L'eccezione che conferma le due regole precedenti è la vecchia che ci ha detto come arrivare all'oficina del renfe
I denti li aveva tutti,(quasi), ma gli occhi erano quelli di Gollum.
Ne mancavano almeno due( questa l'ha detta m.) (!!!!!!!!)
Abbiamo incontrato due pezzenti italiane che raccoglievano soldi solo dagli italiani.
M., che si interessa sempre di macro e microeconomia si chiede perchè non si rivolgano alla clientela spagnola. Una penetrazione del solo 5% secondo lui sarebbe più proficua. Corriamo via, inseguiti dalle due che non avendo capito si sono offese.
Cena a base di frattaglie e sangue di maiale.
Abbiamo fatto i conti e visto che digeriremo il 18 agosto alle 16:30 circa.
Giulio ha chiuso il foro d'ingresso. Temo che con la luna nuova si aprirà quello d'uscita.
E allora sai i fuochi d'artificio!
PS Una nuova spaccona, o meglio, una che calcola le distanze in km valenciani, che corrispondono a 100mt. Oggi ha fatto 40km.
E adesso esce in comitiva a veder la cattedrale.
G. perde a scacchi.
Ho sentito dire "Noooo, hai fatto damone!"
e Marcello rispondere:
"Full" 30 agosto Il lungo viaggio #631-07-07
TAPPA MORTALE!
Ci svegliamo alle 5:45, ma la notte non è stata tranquilla : già alle 4 i pellegrini cominciano ad uscire. Alle 6:30 siamo fuori pure noi, e siamo quasi gli ultimi.
I primi 8 km sono quelli per uscire da Logrogno, fa fresco e siamo in un bel parco. Ci fermiamo dal Pellegrino Marcellino, per mettere un tibro e farci offrire mele e biscotti.
Marcello fa la piangina e non vuole il bastone ( ha rotto fino adesso, e ora che glielo regalano non lo vuole più...)
Fino a Navarrete il viaggio è tranquillo. Arriviamo alle 9:30( 12 km) giusto in tempo per vedere tutti gli altri ripartire.
Poi inizia il delirio.
I segni di Morte cominciano a mostrarci il futuro:
Già alle 6 e 40, passando sopra il gioco dell'oca, senza accorgermene pesto la casella con, testuali parole : "Cos'è quella cosa con la falce in mano?!?" (tono spaurito)
+ I francesi che ci accompagnano a Navarreta cantando canzoni sacre, mentre M. ne ride e li dissacra.
+G. vede due rondini che sembrano corvi e che volano in tondo
++Attraversando la Carretera Nacionàl un carro funebre ci passa davanti, dando il via alla parte peggiore del percorso: circa 12 km al Sole e in mezzo ai campi, senza un albero.
Anche Natina si è sentita male, una di Roma partita alle 4:30. Il marito le racconta una balla colossale
"DAI NATì, MANCHENO SOLO 1500 METRI"
Anche noi ci crediamo, e spinti più dal puzzo delle montagne di merda che dalla voglia ( io sarei morto lì) arriviamo a Nàjera, l'unica città in cui l'ostello è verso la fine.
Ritroviamo quasi tutti i pellegrini del mattino, alcuni, come i giapponesi, ci salutano entusiasti.
Un signore allampanato e coi capelli grigi ci chiede che facciamo. Andiamo a Burgos.
E' triste, voleva che stessimo lì con lui.
Vecchio laido, per stavolta no.
Manca PIDèR. Quello spaccone starà tornando a Logrogno per ripetere la tappa ( sempre che non si sia perso, la sera prima c'era riuscito per le vie di logrogno, che avrà le dimensioni di Bressana Bottarone...)
Ho i piedi a pezzi.
Aspettiamo l'autobus x Burgos. £0 minuti di ritardo.
Siamo talmente disperati che chiediamo a una visibilmente non normale se aspetta quello per Burgos.
Dice di no, gettandoci nel panico, essendo l'unica altra persona alla stazione, ma poi prende l'autobus che finalmente arriva.
A Burgos zoppichiamo talmente ( io e g.) che muoviamo a pietà tutti quelli che vediamo, che ci spiegano come attivare all'ostello in bus.
Lo troviamo. Le vecchie che lo gestiscono sembrano dei Kapò, ma sono buone come il pane. hanno solo la bizzarra abitudine di marchiare a fuoco i pellegrini.
Ci parlo un pò, e noto con disappunto che il mio spagnolo è uguale all'inizio.
marcello invece impara in fretta. Oggi ha detto "Mercì"
Abbiamo un letto.
Anche se di mosche morte e insetti vari, l'abbiamo.
Ho scoperto che gli hospitaleros sono volontari, e fanno solo 2 settimane.
Andiamo a mangiare alla mensa universitaria, dove giulio attira gli sguardi carichi d'odio dei presenti facendo cadere la forchetta, poi correndo a prendere il cucchiaio ( ma facendolo prima cadere) poi correndo a prendere il bicchiere, poi correndo a prendere il dolce, che aveva dimenticato.
Io e marcello siamo interdetti: ma quante cose può dimenticare la mente umana ?
G. crede di riconoscere un biotecnologo di fama mondiale.
Scopriremo in seguito che si tratta di un pellegrino spagnolo, antipatico e puzzoso, che ha disturbato la quiete di marcello in bagno e ha russato tutta notte.
27 agosto Il lungo viaggio #530-07-07
Oggi io e M. ci siamo svegliati intenzionati a fare anche la tappa Puente-Estella a piedi. Ma a g. mancavano i piedi per poterlo fare, e se non i piedi la voglia.
Insomma, mandatolo a cercare informazioni per l'autobus, che puntualmente non ha raccolto, abbamo convenuto che per il suo bene non si potesse andare.
Sospetto che il suo cattivo umore di oggi sia dovuto alla frustrazione di aver ceduto subito.
le farmacie aprono all'ora che vogliono. Oggi abbiamo aspettato le 9 e 20 una che doveva aprire alle 9, ma cmq bisognava aspettare x prendere degli antivesciche per me, sennò la seconda tappa mi avrebbe steso.
A colazione abbiamo conosciuto la gioventù di Puente la Reina, ragazzotti che molto probabilmente smaltivano la sbornia, e coi quali abbiamo parlato di doping(?) forse...
VOGLIO LA CONCHIGLIA DEL PELLEGRINO. TUTTI L'HANNO E IO NO!
Visitata estella. Un posto piccolo e malefico dove abbiamo pranzato al sacco nel parco.
Abbiamo timbrato la credenziale, riesumando i 4 napoletani ( pur essendo 3) architettando un piano ovviamente PERFETTO con altri italiani incontrati. Diremo che siamo andati a Estella a piedi e poi il resto in autobus.
nel bus eravamo in 4 su 50 posti disponibili.
Arrivati a Logrogno ci perdiamo quasi subito tra il centro informazioni degli autobus e il centro informazioni turistiche. Una signora che non aspettava altro che di essere interpellata, ci dà migliaia di informazioni inutili, tra cui, fortunatamente, quelle che servono.
Al mio riepilogo sulla strada da percorrere "sempre dritto" la signora dagli enormi denti guarda smarrita la rotonda, suggerendomi che è meglio deviare di quei 10-15 metri che distano le strisce pedonali
"Questa è fuori come un poggiolo" sono le parole di saluto e ringraziamento che le rivolgiamo.
All'ostello, il piano funziona alla perfezione, anche se dubitiamo delle facoltà mentali dei vecchi che lo gestiscono. che appena rientriamo da un giretto non ci riconoscono +.
Marcello parla di Milano, economia e architettura con PIDèR, che gli dà del pellegrino finto.
Ora siamo in panciolle, aspettando di andare nel locale visto da giulio, dove servono fegato crudo.
Novità su PIDèR: Marcello lo ha beccato anche alle macchinette( quel canadese è instancabile, è stato visto parlare con chiunque) e ha parlato di codici minoici. PIDèR, abituato a fare le cose in grande, li ha imparati e dimenticati 4 volte,così come fa il cammino.
Ogni giorno, per 4 giorni, ripete la stessa tappa.
Per esempio, negli ultimi 4 giorni ha fatto:
los arcos-logrogno-los arcos
los arcos-logrogno-los arcos
los arcos-logrogno-los arcos
los arcos-logrogno e qui si è fermato.
E' partito da Parigi, 12 anni fa.
C'è uno che sembra il mio vecchio. Col gioco delle 20 differenze non si riesce a fiirlo...
MA CI PROVIAMO
1) MAGLIETTA AZZURRA E NON ARANCIONE
2)NON HA L'ORECCHINO
3)HA UNA VECCHIA GRASSISSIMA AL SEGUITO
4)ORA PARLA TEDESCO, CREDENDO DI INGANNARCI
5) E SI è FATTO CRESCERE I BAFFI, MA SAPPIAMO CHE FA TUTTO VELOCEMENTE, PER CUI QUESTO PUNTO NON VALE
6) GIULIO HA NOTATO CHE MANCA LO ZAINO: CHE FOSSE DOUBLE FACE, FUORI ZAINO E DENTRO VECCHIA?
Nuovo aggiornamento su PIDèR: se la intende alla perfezione con marcello e hanno deciso che faranno il cammino insieme. E per festeggiare lo faranno 5 volte. 26 agosto Il lungo viaggio #4Giorno 3
29-07-07
Sveglia alle 6 alla dolce voce di un donnone autoritario,cui Marcello ha carpito il cuore.
Il nonno di Heidi ha russato fortissimo tutta notte. tanto aveva i tappi per le orecchie,lui!
Tutte le volte che si muoveva, faceva dei tetri rumori d'assestamento che non dimenticherò tanto presto.
Partiamo. Perdiamo subito la strada, e il mio vecchio viene superato due volte...
Lo vediamo sulle panchine, che fuma e disegna. Noi camminiamo senza fermarci e lui riappare più avanti.
Sempre seduto e fumante...
màh!
Andiamo, e la consueta allegria di marcello risolleva i nostri animi, già alle prese con le vesciche.
Il viaggio è lungo, sembra di fare dei km ma siamo sempre lì.
Sempre alle prese col vecchio e con la tipa dagli occhi fiammanti dalla fede.
Finalmente a Puente la Reina, dopo che il mio rotolo anti-vesciche è caduto nell'abisso.
Le tre ungheresi che abbiamo conosciuto:
Flora(la bruttona,per Marcello)
Schushi(la figona, destinata a Giulietto)
e Laura(dislessica,sparlava con me)
ci lasciano perdere in due minuti.
Bàh! Sono stanco e piagato, e mi sono rotto di prendere per il culo M.
Buonanotte.
(oggi 24 km percorsi) 25 agosto Il lungo viaggio #328-07-2007
La convivenza con Marcello si fa pesante.
Ha preso confidenza e mi ha mostrato quello che crede essere un boletus edulis cresciutogli sull'indice, e una misteriosa riga bianca che gli cresce sull'unghia, che osservata allo specchio recita così:
"Un'unghia per trovarle, un'unghia per domarle, un'unghia per ghermirle e nel buio incatenarle"
Il senso è a noi oscuro, ma da oggi Marcello verrà chiamato Gollum.
Giulio ha dormito con Castelfranco Veneto, di anni 33e a Milano, laureato in economia, studente in ingegneria.
p.s. Gli spagnoli hanno usanze strane.
Stanotte dall'1 alle 3 erano fuori dalla stanza a urlare e battere le mani, non si sa perchè. Troppo stanchi per affacciarci
ore 17:45
Abbiamo passato la giornata a Saragozza e ora siamo sull'autobus per Pamplona.
Stamattina sosta per colazione in un posto bellissimo. La signora che ci ha dato un "cafè sin leche" che era invece color nocciola aveva in testa lo stesso cappello di Topolino in "steam boat silly" (cappello da macchinista del treno a vapore, tanto per intenderci)
C'erano delle bestie di pane strabelle.
Poi ci siamo fatti stampare gli orari del treno per Pamplona. Alle 5 si parte.
Visita alla cattedrale e alla chiesa di Santa Maria del Pilar.
Poi ponte sull'Ebro.
Parentesi intimista:
Al vento che soffia impetuoso tra le arcate del ponte sull'Ebro, Marcello piange il suo disagio al mondo, e Giulio mi guarda. Sarà la trentesima volta.
Fine parentesi.
Andiamo a piedi in stazione. le case son brutte,il caldo soffocante.
Decidiamo di far la visita all'alijaferìa prima della chiusura alle 2, e di far la pausa dopo.
Bellino il castello in stile moresco, ricostruito come tutto.
Il pelato all'ingresso mi costringe a lasciar giù il bastone.Questo bastone ha già rotto.
Ma parliamo del pranzo!
M. come al solito fa la piangina, perchè, come dice lui "io giro fino a che non trovo un posto che mi piace"
ma io e g. amiamo l'avventura.
Il posto è squallidissimo. La ragazza che lo tiene è una fumatrice incallita, e non tiene molto alla pulizia.
Io e m. prendiamo la birra I bicchieri sono smerigliati tanto sono puliti, e sul fondoc'è come la sabbia assorbi-fumo nel posacenere in auto, però è buona.
M. prende il panino con la salsiccia "gorda".
Io credevo che volesse dire grassa, invece vuol dire "di chernobyll" era FUCSIA e molto buona (?)
In stazione, allegria e contentezza scompaiono alla vista di mattèo.
Ancora lui.
Dice che partirà per Granada, ma m. non si fida. Dice che ci seguirà ancora.
L'allegrezza torna non appena ci dicono che il treno per Pamplona è in ritardo di un'ora e pico.
Pico è una misura imprecisata, corrispondente a un "SACRAMéNT"
Allora bus, su suggerimento dell'inevitabile Mattèo
3h e ora siamo su.
22:10
L'ostello del pellegrino chiude alle dieci, per cui abbiamo mangiato di fretta, e di corsa qui.
Sono in camera con il nonno di Heidi, un francese che è partito da nizza.
Quello della camera a fianco è un rompipalle.
Ha rotto prima, quando io e il vecchio facevamo conoscenza e rompe adesso, che uno, forse il vecchio, ha lasciato la luce del cesso accesa.
Anche il mio diario sta diventando intimista...forse è colpa del sonno.
Ah, dimenticavo: non ci sono portee tutte le camere sono aperte.Sveglia puntata alle 6:45 che domani fanno colazione qui
E' comunque molto bella Pamplona, nonostante abbiamo dovuto urlare per farci capire nel bar delle tapas, che c'erano 2000 persone e tutti avevano fame.
M. ha mangiato anche il kebab, e domani lo sottoporrò a un intervento di trapianto di fegato
Il lungo viaggio #2 Tornato oggi dalla montagna cercherò di accontentare tutti con le mie stupide impressioni di santiago e delle vacanze a RZZ.
Comincerò con la pubblicazione del "Diario di viaggio Apocrifo"(TM)
Prologo
Abbiamo deciso di andare a Santiago de Compostela
Fine prologo (Giulio mi ha detto che faceva figo metterlo)
Giorno 1
ore 14:46
Abbiamo fatto il check-in, dopo aver impacchettato gli zaini, che ora sembrano le uova dell'invasione degli ultracorpi, o cocoon, la storia dei vecchi che non muoiono mai.
E sai perchè non muoiono MAI ?
Perchè in quell'ospizio mancava il gatto "angelo della morte" che si mette sul letto dei vecchi e li fa criccare
(storia VERA perchè è scritto sul city)
La notizia a fianco è la prova certa del fatto che Emilio Fede è un alieno.
Io e Giulio abbiamo abbandonato Marcello per cercare una qualsiasi rivista.
Un bambino urla.
Guardo Marcello allontanarsi, e il mio sguardo si incrocia con quello di Giulio.
Sappiamo che non tornerà.
Nessuno è mai tornato indietro, e i fori di proiettile sul muro lo confermano.
Addio, Marcello.
Il viaggio prosegue più allegro, mentre io e G. contiamo il numero di dita degli altri passeggeri, un gioco divertente e mai scontato.
Partono quelli di reggio Calabria, e gli inservienti dello scalo di orio al serio tornano sorridenti.
Il viaggio prosegue ancora più allegro.
ore 21:00
Dopo una gara durata dalle 19 alle 20 e 30 la classifica conclusiva vede il trio Paolo, Giulio,Marcello, con l'aggiunta di Castelfranco Veneto, prevalere sul terzetto nemico formato dalla Grassona, il viscidone e il Terzo, talmente insignificante da non essere nemmeno considerato.
L'ostello che abbiamo trovato(il più piccolo dei due, a destra) (?) è pulito, e la tipa che ci ha fatto lo spiegone è stata gentile.
Voci di corridoio dicono che sia la Carmen travestita da saragozzese.
Marcello ha dei sospetti su Vittorio Veneto, crede che ci ucciderà tutti.
Lo lascio parlare, contento del mio 50% stipulato con Vittorio sui beni di G e M, che abbiamo deciso di eliminare.
Novità inquietante: Veneto è andato al supermercato con le chiavi della stanza sua e di Giulio: se uscissimo ora e tornassimo prima di lui, sarebe un casino.
é appena tornato. Il fuso si fa sentire: il supermercato che doveva esser chiuso alle 9 è ancora aperto alle 9 e mezza.
Cena in centro. Costo 10 euro a testa
M. ha avuto da ridire dall'inizio alla fine.
L abirra era annacquata e il dolce l'ha "violato"
Mattèo si è preso la pierna di non si sa bene cosa.Il cuoco cingalese è uscito senza una gamba e i pantaloni visibilmente insanguinati.
Mah.
ora si dorme, buonanotte.
30 aprile Santiago de Compostela : il lungo viaggioE' da un pò che non aggiungo novità...
EBBENE, ora ne ho!
Super riunione a casa della mannaia (nonna truce) di paolo per decidere tappe tempi e percorso del nostro viaggio a Santiago de Compostela. Il pellegrinaggio più finto che si sia mai visto.
Tra noi il più religioso è Marcello ( scappato dal seminario nel 2006 n.d.a.) che ormai è da considerarsi a tutti gli effetti un ROSSO.
Partenza fissata per il 26 luglio...FORSE... perchè Marcello, che più di ogni altra cosa vuole la rottura di palle degli altri non sa ancora quando avrà l'appello di "come prendere la scossa pur essendo ingegneri elettronici"
Treno Pavia-Pamplona ( dove ci procureremo un paio di corna finte e faremo le foto in cui ci inseguiamo a vicenda, mimando la festa di san Firmino, mentre i villici ci guarderanno male)
per sera è programmata la fuga da Pamplona, inseguiti dai pamplonesi con i forconi.
Arrivo a Puente la reina, dove ci metteremo un tabarro sulle spalle e mimeremo il pellegrino che parte, facendoci grasse risate e dissacrando la tradizione, mentre i veri pellegrini ci guarderanno male.
All'alba è prevista la fuga in treno, mentre i pellegrini ci inseguono col bastone nodoso ( e ci vogliono insegnare l'educazione)
Una settimana di tappe in treno senza pagare nemmeno un km, su suggerimento di vax, che oltre ad avere le braccia più corte dei microvilli ileo-cecali, ha già un piano pronto: s'immagina già sull'ultimo scompartimento del treno. La macchina lanciata al massimo della velocità, mentre gli si fanno attorno 10 controllori di origini sudcoreane. Questi si lanciano uno sguardo d'intesa e tutti assieme avanzano lentamente verso vasco, le punzonatrici spianate minacciosamente verso il suo orecchio, uno di loro fa un passo avanti e dice "E' giunto il momento di pagare, pellegrino insolvente"
Vasco sorride e replica "Contanti o carta di credito?" E con lentezza esasperante estrae una carta di credito che manda un bagliore come di lametta da barba incastrata dentro, e piroettando si se stesso, in 15 minuti conclude i 360° e i controllori, che diligentemente avevano aspettato il loro turno, crollano sul pianale del treno.
Scesi dal teno camuffati come schroeder ( il cattivo delle tartarughe ninja) non ci resta che percorrere gli ultimi 100km, giusto per avere un pezzo di papiro firmato da Ruini che dice "NO! Non hai fatto il cammino di Santiago con pii sentimenti"
Ritorno il 9-13 agosto (Marcello, hai rotto.....oh...hoho...hohhoooohohoorrrrr....) in AEREO...A ROMA!!!!!! ( inseguiti da Ruini che vuole scomunicare giulio perchè gli ha detto che bagnasco è molto più figo di lui)
e poi...basta, ne deve passare ancora di acqua sotto i ponti, ma io non vedo l'ora.... |
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