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10 giugno

Angioletta, l'epilogo

L'EPILOGO
 
 
E' una sera come tante altre, nel paesello di campagna dove vive *** e l'anziana donna sta filando la lana nella stalla, alla fioca luce di alcune lampade all'acetilene.
Tra i buoni ruminanti, i bambini ascoltano rapiti le storie che la vecchia racconta loro, continuando distratta il suo lavoro. Un colpo di vento fa ondeggiare le luci appese alle travi del soffitto e un brivido freddo corre lungo la schiena di ***
"Alla mia età non riesco mica più a stare qui all'aria, vedi che domani vado tutta tòrta!"
Le mucche si agitano, muovendo il muso con scatti nervosi. Anche i bambini lanciano occhiate timorose al buio che c'è fuori. Solo ***non perde la calma
"Ohè,cos'è che vi fa stramire tutti?"
La domanda della vecchia rimane senza risposta mentre gli occhi di tutti corrono alla porta.
Un flebile lamento giunge dall'esterno, portato dal vento. Sembrerebbe un rumore lontano, ma tutti hanno la netta impressione che chi lo produca non possa essere che dietro quella porta di legno.
"Vado io" decide infine la vecchia, posando il fuso dove poco prima stava seduta e andando a controllare.
Appena prima che la sua manona si stringa attorno al pomello, di nuovo quel sottile lamento. 
"Chi è?" chiede la vecchia, quasi convinta che fuori non vi sia altro che un cane uggiolante, dimenticato in giardino dal padrone e spaventato dalla ombre della sera.
Nessuna risposta giunge dall'esterno, se non il ripetersi di quel lamento.
Non è un cane.
preoccupata, *** apre la porta e rimane sgomenta a fissare la sagoma che si è trascinata fino a lì.
 
Angioletta.
Il pizzo estremamente lungo, strappato.
La manona della donna corre a soffocare un urlo d'orrore e le lacrime sgorgano dai suoi occhi stanchi.
Ha visto la guerra, l'anziana, ma  alla crudeltà non ci si può assuefare .
Angioletta ha le braccia strappate via dal tronco pigottesco e la rafia è tutta sfilacciata dove queste si inserivano sul busto.
 
Una forchetta la passa da parte a parte. Il manico che svetta verso ***.
E Angioletta a faccia in giù nel fango, ansando e lamentandosi debolmente.
"Ohiaaaaa! Ma sa l'è ca sùceda,chi?La me fiuliiiina! Ohiaaaa"
La vecchia piange calde lacrime sulla pigotta che, tremando e sforzandosi, si volta verso la sua mamma.
"Ma...mamma!"riesce a sussurrare
"'Ngiulèta! Sforsàt no! Ohiàà,ma sa l'è che sùcèss?
"Mam...mamaa" ripete la bambola, con meno forza. La vita la sta abbandonando e la piccola bambolina non sa darsene una spiegazione.
"'ngiulèta!" piagnucola ***, chinandosi sul corpicino dilaniato della sua piccola.
"Mam..." la pigotta non finisce la parola. I suoi muscoli si rilassano e un sospiro fuoriesce ancora dalle sue labbra. Poi più nulla.
 
"Ohiààà! La me fiulina l'è morta! La ghè pù! Ma parchè, parchè, donca! L'era una fiulina tanta brava, tanta bèla. La'gh vurivan ben tùti...e adèss..."
 
Dal fondo della strada di terra battuta una risata si leva, maligna.
L'anziana alza i suoi occhi miopi sulla figura che si staglia ad alcuni metri da lei, sentendo montare una rabbia mai provata prima.
"Set stata ti?"
 
"Sì"
Loredana.
La vicina invidiosa di ***, che aveva sguinzagliato le sue pigotte malvagie contro Angioletta,è tornata al paesello sfidando esilio che pende sul suo capo e ha ucciso la pigotta.
Ha ucciso Angioletta, la stucchevole pigotta perfetta. E ne ride
Nemico finale
*** si alza, stringendo i pugni
"t'ho dit da turnà pù,chi al paes. Adess set chi,e devàt pagà par quel ca tè fat"
Agitando le braccine staccate alla pigotta, Loredana sbeffeggia *** " Secondo te, io ho paura?"
 
"No" replica stancamente *** "Ma at duvarisat. Tla set che giri sempar cun un basè in tasca"
Loredana par quasi impallidire, ma solo chi sa cosa sia un "basè" può immaginare come andrà a finire la storia.
Io, cari lettori, vi vorrei risparmiare il seguito, tanto più che la nostra protagonista ci ha lasciati.
 
Qui si chiudono le avventure di "Angioletta, la stucchevole pigotta perfetta."
Io la odio e so che anche voi provate una forte avversione per quella piccola santarellina.
 
Forza, Loredana, forza!
 
03 maggio

Angioletta, la stucchevole pigotta perfetta_Rio

Erano le tre di notte e il telefono iniziò a squillare.
Nella lunga notte padana, gli unici rumori mai ascoltati erano i latrati dei cani, il rombare di qualche motocicletta e , a volte, il richiamo di qualche gallo attivo fuori dal suo orario lavorativo.
 
La vecchia quindi si alzò di soprassalto, con il cuore in gola, e un gran travagliamento nelle viscere.
 
"Ma chi sarà mai a quest'ora? certo che mi fanno prendere proprio uno strengione!"
trepidante, la vecchia alzò il ricevitore, e fu investita da un frastuono incredibile, in cui a stento si poteva riconoscere una melodia in fondo, con accompagnamento di maracas e voci impazzite parlavano dagli altorparlanti
 
"MA CHI è? CHI è?" chiese la vecchia, cominciando a credere che fosse uno scherzo
Udì le sue parole correre e riecheggiare lungo il filo. Un cavo che nemmeno lei poteva sapere quanto fosse lungo, che nemmeno poveva immaginare immergersi sul fondo dell'Alantico e riemergere nel Nuovo Continente.
 
"Hola mamma!" "Como estas?"
 
Nonostante la voce all'altro capo del filo usasse un idioma sconosciuto, la vecchia riconobbe la sua piccola angioletta, e le venneor le lacrime agli occhi "Angioletta, sei tu? Guarda che ti ho sempre detto di parlare bene, e non  con la bocca ingolfata di cibo. so che non sei smorbiosa, ma almeno non mangiare al telefono!" Rintuzzò la vecchia, non rinunciando mai a quel ruolo d'educatrice che, modestamente, le veniva sempre molto bene.
 
"Scusa, mamma, ma sono supereccitata! Lo sai che ho vinto il premio come pigotta meglio vestita al carnevale di Rio?"
 
"O signùr!" sbottò l'anziana donna, tornando a commuoversi "Logicamente, dato che avevi un pizzo bello alto, avrai vinto per quello!"
 
"Sai, purtroppo ora devo scappare, che devo portare in discarica una pigotta malvagia, che aveva tentato di uccidermi"
 
"Come ucciderti? La mia vicina Loredana devi averti sguita, che quella donna è davvero invidiosa come un milò" Anche se Angioletta non la può vedere, la vecchia scuote il capo. "Stai attenta, ciao!"
 
"Ciao mamma!" click.
 
 
[Digressione sulla lotta di Angioletta con Mama, la pigotta malvagia inviatale da Loredana]
 
Angioletta stava sfilando lungo i viali di Rio, ballando la samba e correndo a coprire tutte le ballerine a petto nudo che vedesse, grazie al suo pizzo più lungo dei rotoloni regina, quando ad un certo punto, qualcuno iniziò a versare della benzina sul pizzo che stava spandendo in giro, e gli diede fuoco.
Le fiamme avvolgevano le ballerine, e veloci si avvicinavano alla pigotta.Ormai gran parte della sfilata era un rogo, e il puzzo di carne bruciata quasi isopportabile.
Angioletta correva e correva, ma ad un certo punto sentì una fitta dolorosissima al piede. Guardò, e non vide nulla, ma il dolore era fortissimo. si rialzò, e con la forza della disperazione riprese a correre, ormai  le fiamme a pochi metri, mangiavano il suo pizzo, e venivano inesorabili verso di lei.
Cadde nuovamente, colpita alla gamba sinistra da qualcosa di appuntito. Ma niente. Ancora una volta il dolore era fortissimo, ma non c'era nessuna ferita.
si mise a piangere dal dolore e dalla paura, incapace di alzarsi ancora, e aspettando di diventare un fagotto carbonizzato. Quanto bene ancora avrebbe potuto fare, ma la sua giovane vita di pezza stava per essere spezzata.
Udì un rumore. insieme alle grida delle ballerine morenti, a quelle della folla impazzita, agli scoppi, i crepitii e alle sirene dei pompieri, sentì una risatina acida e cattiva.
E la vide.
Vide Mama, una pigotta venuta male. Una di, di, di...di quelle.
E vide che si era infilzata con due lunghissimi spilloni alle gambe, e che la fissava ridendo.
"Muoriiii, muoriiiii, muorrri Angiolettaaaaa" cantilenava questa, guardandola e ridendo.
 
Ma Angioletta, sentendo dentro di sè una furia mai provata, si rialzò, e avanzò zoppicante verso quella.
 
Mama smise di cantare, e iniziò a spaventarsi. Gli occhi di Angioletta mandavano fiammate come il resto del viale, e...sì, avrebbe anche potuto raggiungerla.
Mama allora cercò di staccare gli spillonti, ma tanto era stato il suo odio per quella stupida pigotta, che li aveva infissi con tanta forza da non essere più in gradi di estrarli.
"MALEDETTA! MALEDETTA STUPIDA, MUORI!"
Tirava, tirava...e continuò a tirare anche quando Angioletta la raggiunse, e la avvolse col suo pizzo.
Tirava anche quando le fiamme l'avvolsero e ne fecero una pira.
Tirava urlando e fumando, tirava.
E alla fine non tirò più.
 
finalmente libera dal dolore, Angioletta diede uno strattone al pizzo, e si salvò dalle fiamme.
 
Essendo l'ultima ballerina si samba rimasta a Rio, vinse il concorso per la meglio vestita, e proseguì il suo viaggio intorno al mondo.
 
Ma Loredana non era ancora stata sconfitta, e le avrebbe mandato le sue bambole malvagie.
 
 Nemica di Angioletta
 
15 marzo

Le origini

LE ORIGINI

 

Le esperte manone della donna guidavano l'ago fuori e dentro al tessuto, svelta cuciva, e lesta prendeva forma la sua opera. Sentiva crescere dentro di sè una sorta di ansia febbrile. I peletti sulla sua nuca si erano rizzati nel momento esatto in cui aveva stretto l'ultimo punto e, tremando, aveva tagliato il filo d'avanzo...come un cordone ombelicale...

 

Ed ecco di fronte a sè giacere, perfetta nella sua fanciullesca ingenuità, una pigotta di rafia, tanto più tenera per via di quel pizzo esageratamente lungo. Un sorriso increspò le labbra della sarta, e la tensione fu presto un ricordo.

 

Ordinata come sempre, *** ripose le forbici, pensando all'articolo che aveva letto quella mattina, e cioè che sono strumenti pericolosissimi, potendo caricare l'elettricità statica rilasciandola poi in un sol colpo. Quante donne erano morte in quel modo!

 

Già si recava al balcone per la consueta benedizione della folla, quando ecco che sentì distintamente la voce di un bambino chiamare il suo nome.

 

 

"Ohiaaa! Avrò mica chiuso un bambino nel ripostiglio?" pensò, improvvisamente agitata. Rapida si volse verso lo sgabuzzino, ma sulla strada, la voce la colse ancora...una bambina...la sentiva più chiaramente,ora. Ma non veniva dalla porta davanti a lei.

 

I suoi occhi increduli si posarono allora sulla Pigotta, che si era levata in piedi sulla tavola.

Impossibile! Quel fantoccio di stoffa non poteva essersi spostato! ma che dico! Non avrebbe potuto chiamarla,per il semplice motivo che non era vivo!

 

Ma lo stupore della donna si ampliò infinitamente nel veder la pigotta agitare gioiosa la manina, e salutare la sua creatrice con voce argentina

 

"Ciao mamma! Io sono Angioletta, la pigotta! Hehehehe!"

 

 

la vecchia fece tanto d'occhi, ed esclamò, incerta "Devo aver mangiato di sfogatone e qualcosa mi ha fatto venire dei brusconi tali da farmi vedere una pigotta che si muove. Logicamente, dato che è una pigotta, non può mica parlare!"

 

La umile e concreta logica della donna era salda su decenni di vita tranquilla di paese, il paese che aveva amato e guidato da una vita, e una bambola un pò troppo vivace non avrebbe potuto scuotere troppo le sue convinzioni.

 

 

"Ma no, mamma! Io parlo! E mi muovo, anche! Guarda!"

 

così dicendo, la bambolina si produsse in una danza sfrenata, finendo per cadere dal tavolo, dritta nel cesto degli scarti, in cui erano state gettate anche le pigotte venute male. Angioletta sgranò gli occhi terrorizzata al vedere quelle bambole deturpate e mutilate, quasi irriconoscibili i tratti pigotteschi in quelle palle di stracci.

 

"Mammaaaaaa!!! Mammaaaaaaaaa!!"

 

Iniziò ad urlare disperata, provando un orrore senza nome alla vista di tali volti sfigurati.

 

Concitata e commossa, la donna raccolse gentilmente la sua pigotta, stringendola al petto e consolandola come solo le madri sanno fare.

 

"Non ti preoccupare, Angioletta...quelle sone le prove della mia vicina di casa, che logicamente non ha la mia esperienza, e riesce solo a fare dei ben miseri aborti. Io, pur senza impegnarmi, riesco bene, e tutti mi chiamano a insegnare a fare le pigotte. Purtroppo, lei non ha talento, e l'ho esiliata dal paese"

 

"Esiliata?"chiese, stupita, la bambolina "cosa vuol dire?"

 

***, rimettendo Angioletta sul tavolo, le spiegò, paziente "Significa che l'ho dovuta mandare via, a cercare fortuna per le strade del mondo...non sono mica abbottonata dietro, qui bisogna saper far qualcosa, e purtroppo lei non era buona di far niente!"

 

Intenta Angioletta ascoltava sua mamma, con il minuscolo indice di traverso sulle labbra, in una posa di serietà tanto intensa da suscitar simpatia anche nell'animo più arido. "E allora" decise infine la pigotta "Anch'io voglio andare per il mondo, e magari trovare la tua amica e insegnarle a fare le pigotte come si deve!"

 

Il piglio risoluto della bambola non poteva essere contraddetto, e così la sua creatrice non seppe far altro se non allargare la braccia, e augurarle ogni bene "Mi raccomando, Angioletta, non dare confidenza a quelli che rapiscono i bambini, che tutti i giorni si sente di queste cose...e tieni dacconto la tua imbottitura!"

 

La pigotta annuì seria, e, proprio il giorno della sua nascita, lasciò la sua casa, e si avventurò verso il suo futuro.

 

Pigotta Angioletta

 

Ma nonostante le preghiere e le benedizioni di ***, la sua strada fu presto minata da molti pericoli, e i menici di questa tenera e indifesa creatura, si palesarono.

 

Nemico 3 

 

Le malvagie pigotte storpie della vicina di casa di *** volevano a tutti i costi uccidere Angioletta, così bella, così tenera, e così immeritevole di tutto ciò...

 

 

Ma questo lo leggerete nelle future avventure di

 

"Angioletta, la stucchevole pigotta perfetta"